Su iniziativa dell'assessore Mirco Gastaldon, il consiglio comunale di Cadoneghe ha approvato alcune linee di indirizzo per limitare sul territorio comunale le gravi conseguenze del decreto Gasparri sull'installazione di antenne per la telefonia mobile.
Riteniamo utile pubblicare il testo dell'indirizzo approvato dal consiglio comunale, anche come strumento di autodifesa dei cittadini.
OGGETTO: Tutela alla salute del cittadino in merito all'installazione di antenne di telefonia mobile
Premesso che la sostanziale deregulation introdotta dal decreto legislativo "Gasparri" approvato dal Governo supera le precedenti regolamentazioni predisposte dai Comuni che prevedevano diversi gradi di tutela nell'installazione di antenne per la telefonia mobile giustificati da motivazioni di tipo igienico-sanitaria
Verificato che la potestà legislativa concorrente Stato - Regioni in materia di tutela della salute (prevista dall'art. 117 - secondo comma della Costituzione) sembra consentire alla Regione Veneto, nel rispetto dei principi generali fissati dalla normativa nazionale, di stabilire criteri utili ai Comuni per disciplinare le installazioni di impianti di telefonia
Considerato che non vi è al momento specifica normativa regionale in merito e che l'unico riferimento finora esistente era rappresentato dalla circolare regionale n. 12 del 12.7.2001 la quale conteneva solo proposte di individuazione e/o esclusione di siti sensibili (scuole, asili, ospedali e case di cura, parchi ed aree verdi) che, per quanto sopra premesso, allo stato attuale l'Ente non può più imporre
e
considerato che l'intervento legislativo è stato imposto dalla necessità dei titolari di licenza UMTS di installare un numero rilevante di impianti in breve tempo per avviare il servizio liberalizzando il settore delle telecomunicazioni espropriando di fatto le Autonomie Locali di quel ruolo di prevenzione e tutela della salute, controllo e pianificazione del territorio faticosamente riconosciuto
verificato che in relazione a quanto detto il Comune di Cadoneghe ha realizzato una variante parziale al PRG proponendo gradi ed estensione di vincoli tutela per i seguenti siti sensibili previsti dalla citata legge:
- Scuole, asili, case di riposo per anziani e relative pertinenze (esclusione delle zone per un raggio di almeno 120 metri avente come centro gli stessi);
- Aree a verde pubblico di quartiere (verde primario- attrezzato o non, indipendentemente dalle dimensioni/estensioni dell'area con esclusione della zona attigua per almeno 120 metri dal perimetro delle stesse);
- Siti di interesse architettonico, storico e documentale (le case "storiche" individuate da Prg e Chiese a valenza storica tenendo presente, come area di esclusione, un raggio di 120 metri avente come centro tutta la perimetrazione delle stesse).
Il Consiglio Comunale di Cadoneghe nel non condividere l'impostazione della legge nazionale che prevede come strategica per lo sviluppo nazionale la liberalizzazione delle installazioni degli impianti di telefonia mobile senza contemporaneamente considerare prioritari i diritti della difesa della salute, la prevenzione e la tutela ambientale
auspica
- che la Regione Veneto realizzi tempestivamente un sistema normativo atto a tutelare la salute del cittadino colmando il vuoto normativo a livello regionale oggi esistente con maggiori misure cautelative specificatamente per giovani e anziani oltreché per strutture aventi un valore architettonico/storico/documentale, aree ad interesse paesaggistico e con la tutela della residenzialità delle aree urbane;
- che la Regione Veneto attui un sistema di monitoraggio dell'inquinamento delle onde elettromagnetiche con stazioni fisse da localizzare in siti urbani scelti dopo opportuna valutazione tecnica e con stazioni di monitoraggio mobili destinate prevalentemente agli impianti di telefonia mobile;
- che la Regione Veneto attivi, ai fini della sicurezza dei cittadini, con propri servizi e con eventuali ed opportune consulenze nonché con l'ausilio delle Associazioni dei cittadini e tecnici di parte, apposita ricognizione della localizzazione di ripetitori di telefonia radiomobile in relazione alla vicinanza di altre fonti di inquinamento elettromagnetico
richiede
- Che gli uffici comunali del Patrimonio e Tecnico si rendono sin d'ora disponibili a collaborare con i gestori di telefonia mobile per l'individuazione dei siti che meglio ottemperino alle indicazioni suesposte addivenendo ad una convenzione tra Amministrazione Locale e l'insieme degli operatori di telefonia mobile;
- Che l'UUTT Comunale indichi alle compagnie di telefonia mobile che al fine di poter costantemente monitorare l'impatto elettromagnetico (monitoraggio condotto con ARPAV, CREIVEN ed altre realtà tecniche di propria fiducia) degli impianti di telefonia si rende necessario indicare come prioritaria l'installazione di dette stazioni in proprietà comunali;
- Che lo stesso ufficio verifichi che vengano adottate le migliori tecniche disponibili, valutabili con gli uffici comunali, per inserire l'intervento nel suo contesto ambientale e paesaggistico minimizzando l'impatto visivo di tutte le installazioni esistenti e di futura predisposizione;
- Che l'UUTT comunale aggiorni, ad ogni revisione di previsione del PRG vigente, lo strumento tecnico oggi in approvazione inserendovi puntualmente i nuovi vincoli di tutela e di rispetto derivanti dalle nuove urbanizzazioni o da modifiche delle stesse;
- Che gli uffici comunali del Patrimonio e Tecnico verifichino (mediante acquisizione di documentazione contrattuale) che allo scadere dei contratti di locazione per gli impianti di telefonia mobile oggi esistenti all'interno del territorio comunale (siano essi su proprietà pubblica, privata o consortile) che si applichino tutti i vincoli precedentemente esposti e quelli fino ad allora costituitisi mediante costante aggiornamento dello strumento oggi predisposto ed oggetto di variante.