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Un piano di Cadoneghe e del Consorzio Sinistra Medio Brenta
Stop agli allagamenti negli scantinati: bisogna ricreare il deflusso delle acque
Un nuovo scolo e un bacino alluvionale nell'ampliamento della Zona Industriale
di Mirco Gastaldon
A Cadoneghe, da alcuni anni a questa parte, si presenta ciclicamente ed in maniera distribuita nel territorio, il problema degli allagamenti degli interrati o di strade che presentano forti dislivelli conseguentemente a precipitazioni eccezionali. Studi condotti con il Consorzio "Sinistra Medio Brenta" hanno confermato che il sistema di deflusso delle acquee presenta problematicità già precedentemente emerse e che ne costituiscono, ognuna per propria parte, concausa:
- nel corso degli ultimi trent'anni sono stati interrati importanti scoli a livello comunale (si pensi allo scolo Cadoneghe che passava nella proprietà Grosoli, prima interrato ed ora occluso dai continui sviluppi avuti dall'area);
- i fossati minori che raccoglievano le acque all'interno dei campi sono andati sparendo o hanno diminuito la loro capacità a causa della meno cura che questi hanno avuto con la scomparsa dell'agricoltura domestica;
- Cadoneghe convoglia tutti i propri scoli di acquee bianche verso Vigonza che presenta, a sua volta, problemi di deflusso delle acque verso est e riceve parte delle acque dal territorio di Campodarsego;
- l'edificazione avvenuta negli ultimi decenni ha impermeabilizzato vaste aree del territorio. Vi sono quindi molte aree che "non assorbendo" scaricano le loro acque nelle zone attigue che spesso non sono attrezzate per accogliere questo maggiore afflusso.
L'Amministrazione Comunale ha allora previsto, oltreché procedere con la pulizia degli scoli esistenti, di procedere sia sul piano delle infrastrutture che sul piano normativo.
Le nuove realizzazioni
A livello di infrastrutture:
- ha ratificato un Accordo di Programma con il Consorzio Sinistra Medio Brenta che si sostanzia di:
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1. attività di informazione alla cittadinanza (problematiche esistenti, manutenzioni private da apportare);
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2. definire ed aggiornare la mappa dei canali individuandone flussi e problematicità;
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3. concedere parere preventivo alla realizzazione di nuovi interventi urbanistici di medie e grandi proporzioni al fine di valutarne l'impatto complessivo sul sistema del deflusso acquee mantenendo aggiornata la propria mappa canali ed il proprio sistema di smaltimento; |
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4. informazione sull'attività ordinaria e straordinaria del Consorzio in merito agli interventi sugli scoli in abito comunale. Il consorzio potrà ricevere richieste di intervento da parte del Comune di Cadoneghe; |
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5. il Consorzio ed il Comune potranno congiuntamente operare interventi straordinari; |
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6. Comune e Consorzio potranno convenire un piano di manutenzione ordinaria di sfalci e pulizia degli scoli privati definendo un piano di interventi annuale in funzione delle richieste preventivamente formulate dai privati dando preventivamente agli stessi informazione sui costi da sostenere. |
- si prevede poi la realizzazione, con il prossimo avvio dell'ampliamento della Zona Industriale, di un nuovo scolo in grado di raccogliere le acque provenienti dal nord del territorio. Sempre con la Zona Industriale verrà creato un bacino alluvionale di grandi dimensioni in grado di fungere da capacità aggiuntiva in caso di forti precipitazioni. Inoltre sono in fase di studio e di progettazione l'allargamento e la pulizia del Rio delle Arzere che sopraggiunge da Reschigliano con l'allargamento della Strada Provinciale delle Centurie (via Roma) ed uno scolo aggiuntivo che raccolga le acque della zona posta tra la parte nord di Grosoli ed il quartiere Bragni.
Sempre con il Consorzio, all'interno della lottizzazione Piazza-Piran di via Roma, è previsto un fossato di collegamento tra il canale Pioga e il territorio a est della strada provinciale.
I nuovi accessi agli interrati
A livello normativo: si sta studiando la possibilità di prevedere una modifica ai regolamenti edilizi e al PRG in modo da eliminare gli accessi dall'esterno agli interrati (ma permetterli dal solo interno) senza per questo incidere sulla capacità edificatoria oggi concessa o sulla possibilità di costruire autorimesse. Allo stesso tempo prevedere la possibilità di togliere il vincolo della "quota 0" fino ad ora richiesta per le abitazioni: ossia la possibilità che l'ingresso del piano terra non sia necessariamente coincidente con il livello dell'ingresso pubblico (quota marciapiede).
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