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Il cosiddetto decreto Gasparri ha dato via libera ai privati gestori
Installazione di antenne per i telefonini: i Comuni sono stati messi con le spalle al muro
Il gruppo consiliare Il Ponte chiederà che sia sospeso il decreto prima dell'adozione
del piano di installazione di telefonia mobile da parte dei prossimi consigli comunali di Mirco Gastaldon
Il giorno 13 settembre 2002 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto Legge 198 del 4/09/02 (Decreto Gasparri) che contiene le "Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese". Si tratta di una legge che permette agli operatori di telefonia mobile di godere di una totale deregolamentazione alla loro installazione di impianti nel territorio. Si superano cioè tutti i precedenti gradi di tutela. All'interno delle mancanze di precisa legislazione in materia da parte dello Stato ed in assenza di comprovate responsabilità delle radiazioni elettromagnetiche sull'insorgenza di determinate patologie si anteponevano il principio di prevenzione e la tutela della salute. Era d'uso indicare agli operatori di telefonia i siti ritenuti sensibili (scuole, case di riposo, ospedali, parchi, zone a tutela ambientale, paesaggistica e storico-documentale) da preservare nelle installazioni mediante il rispetto di opportune distanze. Ora tutte queste indicazioni vengono sollevate e lo stesso Piano Regolatore Generale dei Comuni viene indicato come uno strumento al quale andare in deroga pur di permettere la "copertura" con i nuovi servizi di telefonia mobile. Di fatto espropriando l'Amministrazione Locale dal proprio principale compito ossia quello del governo e dello sviluppo del territorio.
Cadoneghe studia un proprio piano di tutela
L'Amministrazione di Cadoneghe sta comunque lavorando per adottare un proprio piano di tutela dall'installazione degli impianti di telefonia suffragando le proprie tesi con analisi operate da tecnici professionisti e con pareri giuridici sulle norme che accompagnano il Decreto.
Occorre poi segnalare alcune perplessità che accompagnano l'approvazione della legge:
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a) il carattere di urgenza della stessa che ha portato ad una immediata esecutività avvenuta il giorno seguente, il 14 settembre '02.
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b) Che le infrastrutture di telefonia mobile vengono considerate strategiche per l'interesse nazionale, nonostante siano di proprietà dei gestori, senza che questo lo stabilisca il Parlamento.
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c) Che il decreto introduce limitazioni alla proprietà privata, permettendo ai gestori di agire direttamente in giudizio contro i cittadini che vogliono impedire l'installazione degli impianti sulla loro proprietà
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d) Il carattere di precedenza alle installazioni rispetto agli strumenti urbanistici esistenti "…l'installazione di torri, di tralicci, di impianti radio-trasmittenti, di ripetitori per telecomunicazioni, di stazioni radio base per reti di telefonia mobile GSM/UMTS…….sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento…" che sottrae ai Comuni la possibilità di pianificare/tutelare il proprio territorio come previsto dalla Costituzione e dalla Legge quadro 36/2001. |
Tutto questo rappresenta un passo indietro sulla strada della prevenzione, della pianificazione, dell'Autonomia Locale, della tutela dell'ambiente e del paesaggio e appare lesivo dei Principi Costituzionali.
Considerato che la Regione del Veneto, in campo urbanistico, sanitario ed ambientale ha la facoltà di poter approvare leggi più cautelative di quelle nazionali come recentemente confermato dalla sentenza del 26/07/02, n°407 della Corte Costituzionale e considerato che solo la Regione può direttamente impugnare norme e decreti affetti da incostituzionalità perché lesive della sua autonomia il Gruppo Consigliare de "Il Ponte" chiederà all'Amministrazione Comunale di Cadoneghe di avanzare al Presidente della Giunta Regionale richiesta di sospensione della legge alla Corte Costituzionale per gli aspetti di Incostituzionalità che il Decreto Gasparri comporta prima dell'adozione del piano di installazione di telefonia mobile che avverrà nei prossimi consigli comunali.
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