30 luglio 2002

Necessario il riordino della viabilità comunale
Strade tranquille
ma senza divieti né espropri

di Paolino Beccaro

Nell'agenda dell'Amministrazione comunale, il problema del traffico non è secondo a nessuno.
É un problema che riguarda sia le strade di grande viabilità che quelle di quartiere, ma che non può essere affrontato con gli stessi criteri per le une e per le altre. Anche l'applicazione di formule tradizionali non va più bene. Ad esempio, non è sempre vero che quando una strada ha troppo traffico bisogna allargarla. Sicuramente non è vero per le strade di quartiere: l'allargamento comporta esproprio di porzioni dei giardini, avvicinamento delle residenze alla sede stradale, aumento del pericolo, del rumore e dell'inquinamento.
L'Amministrazione di Cadoneghe intende percorrere vie alternative, e non da adesso. La rotatoria alla francese, realizzata alcuni anni fa all'incrocio via Guido Franco e via Colombo, ha introdotto un nuovo concetto di viabilità, racchiuso nell'espressione "moderazione del traffico", che ora intendiamo estendere ad altre parti del territorio comunale, graduando gli interventi a seconda del tipo di strade e della quantità di veicoli che sopportano, ma basandoci su un concetto semplice e, vorrei dire, "naturale": niente diritti, niente prevalenza, ma tolleranza, rispetto, prudenza. La rotatoria alla francese è una prima applicazione di questo concetto; infatti elimina la precedenza a destra, su cui è basata tutta la vecchia cultura automobilistica, e riconosce il flusso naturale del traffico: chi è dentro prosegue la sua corsa, chi deve immettersi aspetta di poterlo fare. Entrambi i soggetti, in questa situazione, adottano spontaneamente un comportamento di prudenza.
Lo stesso ragionamento si può applicare agli stop, ai semafori, ai sensi unici, che inducono gli automobilisti a sentirsi padroni della strada e premere sull'acceleratore senza preoccuparsi che gli altri li rispettino: ed è proprio in questi casi che accadono gli incidenti.
L'adozione di metodi "dolci" di regolazione del traffico esclude soprattutto la necessità di allargamenti e quindi di espropri. La sede stradale esistente deve bastare: è il traffico che si deve adeguare, e per farlo deve innanzitutto moderare la velocità.
Naturalmente questo ragionamento si applica in modi diversi a seconda del tipo di strada. È perfetto per le strade residenziali, progettate a suo tempo per ospitare un traffico locale, misto, con forte presenza di pedoni e biciclette. A Cadoneghe, come altrove, queste strade negli anni recenti hanno subito un forte aumento di traffico, non tanto locale quanto di passaggio, o perché rappresentano comode scorciatoie, o perché la grande viabilità è insufficiente.
Noi rifiutiamo la soluzione più ovvia di allargarle, perché ciò comporta esproprio dei terreni circostanti, danni all'ambiente, decadimento della qualità della vita per i residenti e per tutta la comunità. Noi vogliamo che queste strade ritornino alla funzione per cui sono nate. Partiremo proprio da queste per applicare le tecniche già collaudate di moderazione del traffico: dissuasori, aree riservate per i pedoni, limite di velocità (la regola fissa a 30 km orari, noi potremmo portarlo a 40 km orari), restringimento della carreggiata, doppio senso con aree di incrocio. Certamente l'arredo urbano dovrà essere curato a dovere, perché è una parte importante della "umanizzazione" della strada.
Ci rendiamo conto che presupposto per alleggerire la viabilità minore è sistemare adeguatamente quella maggiore. Ecco perché lo studio del traffico, che intendiamo affrontare in modo globale per tutto il territorio comunale, tenendo conto della viabilità intercomunale, provinciale e statale, comprenderà anche la soluzione dei grandi nodi: Castagnara e grande circonvallazione ovest di Padova. 

rotatoria di via Guido FrancoLa rotatoria alla francese di via Guido Franco è un esempio di soluzione alternativa a interventi che violentano il territorio

 

 

 

 
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