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Nell'incertezza scientifica meglio il principio di precauzione
Elettrosmog sotto controllo: tutte le zone abitate escluse da nuovi impianti
Il Comune dovrà avviare un monitoraggio degli impianti esistenti di Mirco Gastaldon
Il fenomeno dell'elettrosmog, ossia l'inquinamento ambientale dovuto a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, costituisce oggi un importante aspetto di politica ambientale che desta forte timore per la salute dell'individuo ed una crescente sensibilizzazione sociale. La protezione della comunità è a carico di due enti pubblici, l'Arpav (Agenzia regionale per l'ambiente) e l'Usl, cui spetta il monitoraggio dettagliato e su larga scala circa l'inquinamento elettromagnetico. Tuttavia tale intervento rischia di rimanere fine a se stesso se le autorità locali e gli enti competenti non danno vita ad una azione (revisione di PRG, nuovi piani di insediamento, zone di rispetto, compatibilità ambientale) mirata ad un efficace piano di tutela e prevenzione. Riteniamo quindi necessario che l'Amministrazione Comunale avvii (diversamente da quanto fatto in passato) una necessaria azione di monitoraggio, e renda tempestivamente noti i dati alla cittadinanza.
Conseguentemente si dovranno assumere idonee iniziative di coordinamento dei programmi relativi all'installazione di nuovi impianti, verificando di concerto con Usl e Arpav la potenza delle installazioni esistenti e delle eventuali future, avendo cura di preservare le zone ad alta densità abitativa, scuole, asili, edifici comunitari e di promuovere, nei casi di insicurezza ambientale pregressi, una decisa azione di bonifica. Questo interessando e coinvolgendo a livello locale e nazionale enti (Ferrovie), aziende (Enel, operatori di telefonia mobile) e privati lottizzanti per l'attenuazione dell'insorgenza degli effetti elettromagnetici nelle zone di prolungata permanenza, anche mediante interramento di elettrodotti esistenti.
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