14 ottobre 2002

Gli obiettivi di uno sviluppo di qualità
Rendere Cadoneghe desiderabile
per chi già ci vive

È bene che la crescita demografica sia stata spostata in avanti nel tempo
di Tino Bedin

Tino Bedin
Tino Bedin
Cento persone in più ogni anno vivono a Cadoneghe da quando è in vigore il piano regolatore del 1988. Sono tante per Cadoneghe? Di sicuro sono molte meno delle 530 in più all'anno che lo stesso piano regolatore aveva previsto tra il 1988 e il 1997, anno in cui la popolazione di Cadoneghe avrebbe dovuto arrivare a 18.236 abitanti. Di sicuro lo spostamento in avanti di questa previsione è un bene per tutti ed un elemento positivo per la programmazione della qualità della vita.
L'Intesa civica Il Ponte - sia negli anni in cui ha svolto il ruolo di opposizione sia ora che concorre alle scelte dell'amministrazione comunale - ha sostenuto che la risposta alla domanda residenziale va data non solo e non tanto con l'aumento dell'edificazione ma con la progressiva qualificazione urbana di Cadoneghe. Nel rispetto di un piano regolatore, che è in vigore e che contiene delle previsioni e quindi anche delle legittime aspettative da parte dei cittadini, va ora approfondito il significato stesso di "sviluppo", all'interno del quale la vivibilità del territorio è in testa alle componenti.
La scelta preliminare che l'Intesa civica Il Ponte sostiene è che nessuna previsione di edificazione e di insediamenti possa portare a superare la previsione del 1988: quel numero di abitanti deve comunque restare il tetto massimo di possibile insediamento.
La seconda linea-guida, sulla quale del resto l'amministrazione comunale si sta già impegnando, è di dare la precedenza alla riqualificazione di aree dimesse o di insediamenti residenziali non strutturati: la riconversione edilizia e la trasformazione urbana costituiscono infatti un vantaggio non solo per i diretti interessati ma per l'intero territorio comunale che assume progressivamente il volto di città.
C'è poi lo stretto legame tra insediamenti e mobilità come elemento da cui non prescindere nella gestione del piano regolatore: già oggi la viabilità di collegamento è insufficiente (da ciò la giusta attenzione che Il Ponte dedica al progetto di bus-tram del comune di Padova), per cui ogni ulteriore insediamento dovrà essere inserito in un quadro di compatibilità stradale.
La mobilità è un servizio da migliorare direttamente attraverso la gestione del piano regolatore. Non è certo l'unico che deve essere portato a livello di area urbana. Cadoneghe parte avvantaggiata in questa riqualificazione: si è dotata infatti nel corso dei decenni di una serie di servizi alla persona e alla comunità che altrove sono arrivati molto dopo. Ora si tratta di fare loro il passo successivo, sia per adeguarli al numero di abitanti, sia per trasformarli in uno degli elementi che fanno preferire Cadoneghe rispetto ad altre aree. Intendo dire che fanno preferire Cadoneghe a chi già ci vive. Una delle sfide che insieme dobbiamo vincere - dopo gli anni della crescita e della mobilità - è anche quella della stabilità degli abitanti, condizione perché Cadoneghe torni ad essere, in forma moderna, una comunità.

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