8 giugno 2004

Un 2 Giugno speciale con ricordi e tante medaglie
I lavoratori della Breda
tra i "padri" della Repubblica

Il lavoro come fondamenta di Cadoneghe oltre che della Costituzione
di Tino Bedin

Tino Bedin
Tino Bedin
Una Festa della Repubblica che diventa un Attestato al Lavoro. È avvenuto a Cadoneghe domenica 2 giugno per iniziativa dell'amministrazione comunale. Il sindaco Adriano Baldin ha consegnato la medaglia del Comune ai lavoratori delle officine e delle fonderie Breda o ai loro familiari. A chi non ha potuto esserci - per molti di loro l'età ha le sue… ragioni - il Comune farà avere a casa il riconoscimento. Si è trattato dell'ultima fra le iniziative che negli ultimi tempi hanno riguardato la grande fabbrica della Castagnara ormai chiusa da anni e il cui terreno è oggetto di una prossima riqualificazione urbanistica. Il primo di questi eventi è la pubblicazione del libro "Industriosa Cadoneghe", che Albino Bellon ha scritto proprio prendendo spunto dalla storia non solo industriale, ma soprattutto umana e sindacale della Breda.
Industriosa CadonegheLa copertina del libro
di Albino Bellon
dedicato in gran parte alla Breda.
É in vendita presso la Cartoleria alla Castagnara, via Gramsci 126.

 

 

 
Dal libro di Bellon si ricava la ragione vera per cui l'amministrazione comunale ha scelto la Festa della Repubblica per dire "grazie" ai lavoratori della Breda e alle loro mogli (protagoniste anch'esse di questa storia). Il fondamento della comunità di Cadoneghe - ho scritto nella presentazione - è il lavoro: "Il lavoro come valore, quello che la Costituzione mette alla base della nostra Repubblica. Il lavoro come vita: destinato prima di tutto a costruire e a distribuire con più opportunità ed equità il futuro e poi a distribuire i soldi".
Ecco perché è stato giusto scegliere il 2 giugno per festeggiare queste persone: ciascuna di loro ha scritto con il tornio o il trapano la Costituzione quotidiana della nostra Repubblica. Al loro tornio, al loro trapano, alla loro fresa - quando verrà il tempo - dovremmo dedicare i nuovi spazi urbani che sorgeranno tra Muson e Brenta.

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