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Il disegno di legge Berlusconi-Bossi va contro le autonomie
Il disegno di legge del governo sulla "devolution" (usano l'inglese perché fanno fatica a definire in italiano il loro progetto) stravolge il ruolo delle polizie locali, municipali e provinciali, orientandole a funzioni preminenti di sicurezza e di ordine pubblico. I cittadini saranno privati di figure che, in tema di organizzazione della circolazione, di vigilanza edilizia e di raccordo tra loro e l'amministrazione comunale, hanno svolto e svolgono da anni un ruolo insostituibile. Rischiano poi di avere trattamenti diversi da regione a regione in materia di ordine pubblico. Oltre che rischiosa per i cittadini, questa presunta regionalizzazione è addirittura paradossale: non l'Europa, ma il mondo è in cerca di regole comuni in materia di sicurezza e il governo Berlusconi-Bossi vuole invece frammentare questa attività. Ho citato questo capitolo del disegno di legge del governo, perché rende immediatamente comprensibile ai cittadini il significato che l'attuale maggioranza parlamentare dà alla parola "devolution": la traduzione reale è "regionalizzazione", ma non nel senso che competenze e soprattutto poteri dello Stato vanno alle Regioni, ma nel senso inverso: funzioni e poteri degli enti locali, e quindi anche del Comune di Cadoneghe, vanno alla Regione. Fra gli "enti locali" depositari di nuovo potere secondo le innovazioni introdotte dall'Ulivo nella scorsa legislatura ci sono anche gli istituti scolastici. Grazie alla legge sull'autonomia essi hanno ora un potere non solo organizzativo, ma anche didattico e di rapporto con il territorio che insegnanti e dirigenti stanno sempre più perfezionando di mese in mese. Queste nuove autonomie si sono aggiunte alle competenze degli enti locali nei servizi educativi e scolastici, consolidate da decenni di esperienze positive. Cadoneghe ad esempio ha svolto in passato e svolge con questa amministrazione azioni di sostegno all'accesso all'istruzione pubblica come elemento fondante del principio di uguaglianza. Anche in questa materia la "regionalizzazione" proposta dalla legge Berlusconi-Bossi, mentre non aggiunge nulla alle opportunità che offre il federalismo approvato dal referendum popolare, toglie invece autonomia agli enti territoriali e alle istituzioni scolastiche. Proprio il risultato positivo del referendum sulla riforma costituzionale (positivo nella partecipazione e nel risultato) esprime la volontà dei cittadini di partecipare alla nuova ripartizione dei poteri e dei doveri nella Repubblica. Per questo ne parlo attraverso uno strumento tipicamente locale quale è "Il Ponte on line". Questo strumento è nato - come l'Intesa civica di cui porta il nome - con l'obiettivo di realizzare una grande piazza in cui parlare di Cadoneghe. Mi auguro che siano numerosi i cittadini che - utilizzando la posta elettronica o altre forme di corrispondenza - si incontreranno in questa "piazza elettronica". Ovviamente il presente e il futuro di Cadoneghe non si esauriscono all'interno dei suoi confini. Nel caso del "centralismo regionale" affermato dalla proposta del governo, i cittadini di Cadoneghe rischiano di avere meno potere su un servizio significativo (quello dei vigili urbani) e meno iniziativa su in diritto fondamentale (quello dell'istruzione). Giusto quindi discuterne tra noi. |