7 gennaio 2001

Il Comune di Padova scopre (inevitabilmente) che la rotatoria non basta
Il vero nodo da sciogliere
è il destino della Castagnara

Per il traffico è indispensabile un nuovo ponte; contemporaneamente occorre ripensare l'intera area alla confluenza del Muson nel Brenta
di Tino Bedin

Tino Bedin
Tino Bedin
Ha meritato di nuovo la prima pagina della stampa locale; e giustamente. Il traffico alla Castagnara è una delle questioni sulla quale si misura la capacità di governo del territorio, la volontà di innovazione, l'effettiva attenzione alla vita dei cittadini. Dico il traffico alla Castagnara e lo sottolineo, anche se i giornali locali - la cui fonte di notizie è prevalentemente l'amministrazione comunale di Padova - parlano di Pontevigodarzere. Il vero nodo è quello della Castagnara e finché non se ne vorranno convincere tutti, esso non verrà sciolto.

Non è una questione di nomi, ma di sostanza. Un esempio? Pochi giorni fa l'amministrazione comunale di Padova ha dato grande risalto alle decisioni relative al sistema urbano di trasporto in alternativa al tram. Non entro nel merito se il nuovo mezzo di trasporto sia preferibile al tram. L'attuale giunta padovana sullo stesso problema sta facendo lo stesso errore che inizialmente fece la giunta guidata da Flavio Zanonato: pensare che Padova, cioè il mondo, cioè il traffico finiscano a Pontevigodarzere, cioè prima del Brenta. Anche il nuovo progetto infatti individua un percorso di Superbus che ha il capolinea a Pontevigodarzere. Ad anni di distanza rifare lo stesso errore non è della stessa gravità, anche perché poi la giunta di Zanonato ha fatto passi avanti. L'azione concreta, dal punto di vista amministrativo e politico, portata avanti in particolare dall'assessore comunale di Cadoneghe Paolino Beccaro, dell'Intesa civica Il Ponte, aveva portato ad allungare il percorso del tram e ad individuare nell'area dismessa della Grosoli, in comune di Cadoneghe, il nuovo capolinea.

C'è da sperare che - se effettivamente il Padovabus si farà - parta già recuperando integralmente quella prospettiva tecnica, cioè arrivando fino a Cadoneghe.

Solo così infatti si può pensare di arrivare ad una soluzione anche del traffico alla Castagnara.

A proposito del quale, proprio mentre la stampa locale riportava considerazioni del tutto positive sulla mini-rotatoria, ero stati fra i pochi ad osservare fin dall'inizio (in una nota sul foglio informativo e sul sito internet dell'Intesa Civica ilponte.to), che quella rotatoria non era una soluzione e che ci si illudeva se si pensava che il problema fosse solo sostituire il semaforo con un percorso "alla francese". Adesso i fatti mi danno ragione.

A dire il vero, danno ragione all'amministrazione comunale di Cadoneghe, che ha dimostrato di considerare del tutto provvisoria la rotatoria ed ha già messo nel proprio bilancio (anche qui l'apporto de Il Ponte è stato convinto) due miliardi per un nuovo ponte sul Muson. E' questa la strada: lo ribadisco. Il nodo della Castagnara si scioglie solo con un nuovo ponte. Ribadisco anche la mia convinzione: la soluzione vera è un nuovo ponte sul Brenta; può bastare anche uno sul Muson, se non si riuscirà a creare il consenso sufficiente a procurare le risorse finanziarie per un'opera più impegnativa.

Il progetto vero sul quale misurarsi non è dunque solo quello del traffico. Occorre decidersi finalmente ad organizzare un'area urbana assai interessante dal punto di vista residenziale ed ambientale quale è quella che gravita alla confluenza tra Muson dei Sassi e Brenta. Si tratta di un'area nella quale finora troppi continuano ad immaginare scenari nei quali i due fiumi, come è successo per secoli, costituiscono un confine. Ma non è più così. Oggi la risorsa ambientale costituita da due corsi d'acqua può diventare il cuore di una riqualificazione urbana alla quale tutti devono dare il proprio contributo e nella quale il traffico va dunque organizzato per essere spostato esternamente, anche se vicino, e non solo reso più fluido. Qui entra in gioco - per quanto riguarda Cadoneghe - anche il destino dell'area dismessa della Breda. Ma questo è un tema sul quale l'Intesa civica Il Ponte ha idee da confrontare e perfezionale con i concittadini. Qui entrano in gioco le scelte che i cittadini di Vigodarzere esprimeranno anche nelle ormai prossime elezioni municipali. Qui deve giocare una partita coraggiosa (e non di rimessa) l'amministrazione comunale di Padova.

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