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Il dibattito in corso tra Comune di Padova e Amministrazione provinciale
Certo è importante il gran numero di miliardi che le società di servizi pubblici oggi fatturano e che potrebbero diventare ancora di più. I soldi fanno notizia in sé. Diventano ancora più interessanti per l'opinione pubblica quando a "muoverli" non sono i proprietari, ma persone elette dai cittadini, come sono gli amministratori del Comune di Padova o della Provincia o quelli dei consorzi di bonifica. Ed infatti - ed è la seconda ragione di interesse dei giornali - siccome si tratta di politica, si sono create due scuole di pensiero: da una parte il sindaco di Padova Giustina Destro, dall'altra il presidente della Provincia Vittorio Casarin. Sono tutte e due dello stesso schieramento e quindi le notizie diventano ancora più… interessanti. Due parole sulla questione. Sul finire della precedente amministrazione comunale a Padova è stata creata l'Aps, Azienda Padova Servizi, unificando le municipalizzate di acqua, gas, nettezza urbana e trasporto pubblico. E' una società per azioni che - come prevedono norme approvate dal parlamento in questi anni e disposizioni dell'Unione Europea - deve essere pronta a competere nella fornitura di servizi non potendo più contare sul "monopolio". E' una società che anche con la nuova giunta municipali (ed il conseguente cambio del consiglio di amministrazione) ha continuato a svilupparsi secondo quel progetto, punta a razionalizzare i servizi e la gestione, ma anche a raggiungere dimensioni compatibili con il mercato (ad esempio si è alleata con la società gemella di Vicenza). In questo processo l'Aps si porta dietro la storia delle municipalizzate padovane e soprattutto la realtà del proprio azionista: nonostante sia una società che dà servizi non solo al Comune di Padova, era ed è una società solo del capoluogo. Gli altri Comuni sono clienti e non soci. Nel frattempo l'Amministrazione provinciale di Padova, mettendo insieme competenze storiche e competenze nuove, si muove nella stessa direzione. Punta a razionalizzare in particolare tutto il ciclo dell'acqua (dall'acquedotto alle fognature) ed a creare attorno ad esso una grande società di fornitura di servizi. Nessuna concorrenza con l'Aps, dice il presidente provinciale Vittorio Casarin: ma è evidente che quando sul mercato si vende lo stesso prodotto, è difficile non farsi concorrenza. Ed ora due considerazioni. Mi pare utile parlarne anche da parte dell'Intesa civica Il Ponte per una prima fondamentale ragione: la vera importanza della questione non è finanziaria, ma sociale. Corro volentieri il rischio di passare per "poco moderno", ma le società di pubblici servizi costituiscono uno strumento di governo della società evitando che beni indispensabili (l'acqua, il riscaldamento, l'igiene, la mobilità) siano gestiti con logiche di profitto e quindi che alcuni cittadini ne possano essere esclusi. Questo non significa non cercare il profitto, la redditività dei capitali investiti, la razionalizzazione. Anzi, trattandosi di denaro versato per questi beni, il suo impiego deve essere il più redditizio. Significa piuttosto non dimenticare che gli "azionisti" veri in questo tipo di società sono i cittadini in quanto tali. E' questa la vera ragione dell'importanza della questione: dell'importanza per i cittadini. Faremo bene a seguire la vicenda, in modo che all'inizio di ogni progetto e alla fine di ogni realizzazione ci sia il mantenimento di servizio pubblico. A dare efficacia a questa attenzione popolare - ed è la seconda considerazione - possono contribuire anche le amministrazioni locali. Fra queste anche quella di Cadoneghe, che è direttamente coinvolta in entrambi i progetti: l'Aps fornisce gas, trasporto pubblico e nettezza urbana; il Consorzio fornisce acqua e fognature. Il Comune di Cadoneghe è attivo in particolare nel Consorzio, in cui ha titolo di decidere. Dando positivamente atto di questo impegno, anzi partendo da questo, è utile che Cadoneghe lavori perché cominci a far sentire la voce dei medi e piccoli comuni della provincia nel dibattito in corso. Se è infatti giornalisticamente interessante la "concorrenza" tra Giustina Destro e Vittorio Casarin, sarà più coinvolgente un confronto tra i comuni a nome dei rispettivi cittadini-utenti. |