IL PONTE - Intesa civica per Cadoneghe
In comune / Seconda fase del Bilancio partecipativo

24 SETTEMBRE 2007

Tappa a Cadoneghe per il Cammino di Santiago?
L'idea di un luogo di preghiera dedicato a San Giacomo

Lunedì 24 settembre fa tappa nella parrocchia di San Bonaventura il percorso che porterà l'amministrazione comunale di Cadoneghe alla redazione del primo bilancio partecipativo. Alle ore 21 il sindaco Mirco Gastaldon, l'assessore al bilancio Tino Bedin ed altri assessori si confrontano con il consiglio pastorale parrocchiale su progetti ed esigenze emersi nel corso della prima fase di incontri.
In discussione due ipotesi di collaborazione tra ente locale e comunità cristiana per accrescere l'offerta di spazi a disposizione dei cittadini. In particolare la parrocchia ha fatto presenze l'esigenza di attrezzare meglio gli spazi per lo sport non agonistico. Inoltre ha manifestato la disponibilità a realizzare a proprie spese un piccolo luogo di culto religioso dedicato a San Giacomo in una parte dell'area ad attrezzature pubbliche lungo via Giotto. Il progetto prevede di inserire questo luogo di culto nell'ambito del Cammino di Santiago di Compostela. Il piccolo oratorio dovrebbe diventare un riferimento per i padovani che si recano in pellegrinaggio al santuario.
"L'Europa è nata dai pellegrinaggi a Santiago", queste le parole del poeta tedesco Goethe in un'epoca in cui il Cammino era già leggenda.
La storia comincia nell'anno 813. L'eremita Paio nel cuore delle estreme propaggini della Terra, la Galizia, rinviene la tomba di Giacomo il Maggiore, il figlio del Tuono cui, secondo la tradizione, va il merito di aver evangelizzato la Penisola Iberica settentrionale. Il mito dell'apostolo Giacomo, che faceva parte del gruppo ristretto di discepoli di Gesù, fu uno dei più potenti del Medioevo. Con questa leggenda da sfondo, non sorprende come la tomba dell'apostolo sia diventata un magnete per i cristiani di tutto il mondo, al pari di Roma e Gerusalemme. Da ogni angolo d'Europa arrivavano santi, nobili, re, avventurieri e mendicanti, seguendo la "Via Lattea", verso il nord-ovest della Spagna per visitare la tomba dell'apostolo Giacomo. A inaugurare l'itinerario di Santiago de Compostela fu, stando alla tradizione popolare, Carlo Magno, per redimersi dalle proprie colpe.
Fu Dante poi a dare il nome di "pellegrinaggio" a quel flusso umano di viandanti che, guidati dal sole e dalle stelle, attraversava i campi di tutto il mondo, sviluppando intensi scambi culturali. Non è da sottovalutare la forte attrazione che esercitava questo viaggio ai confini del mondo conosciuto. La Galizia, nota anche come Finis Terrae, era il luogo più lontano che dominava il misterioso "Mare Oceano", l'Atlantico dai confini ignoti. Un viaggio spirituale sì ma non solo. Si va alla ricerca di se stessi e si ritrovano anche gli altri, in ogni tappa e negli ostelli che ti ospitano fino alla meta finale, davanti all'altare dell'Apostolo. E qui la sorpresa di Santiago, città millenaria, per alcuni l'accesso al paradiso, reale e metaforico
Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui è la tomba di San Giacomo apostolo. Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
La principale via di terra che convergeva e converge verso Santiago dall'Italia è la via Francigena e poi la via Tolosana fino ai Pirenei. Dal Veneto la via Francigena era raggiunta attraverso la Via Slavica, che dall'Austria e dalla Slovenia passava per Aquileia e poi per Venezia e quindi anche per Padova.


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