In comune / La politica
   20 OTTOBRE 2005
Cadoneghe in testa alle Primarie dell'Unione
Primato provinciale nel rapporto tra votanti ed abitanti
di Roberto Favero presidente La Margherita
Primato di Cadoneghe alle elezioni primarie del centrosinistra: qui si è registrata la più alta percentuale di votanti rispetto alla popolazione dell'intera provincia di Padova. Hanno votato 9,46 abitanti ogni cento, contro i 9,44 del Comune di Padova (dove però sono confluiti anche numerosi "fuori sede"). È dunque con un doveroso ringraziamento ai 1400 cittadini di Cadoneghe votanti che inizia questa mia riflessione sul risultato delle primarie nel nostro comune. Un grande risultato, un successo di partecipazione che è andato ben oltre le più ottimistiche aspettative e che in cifra assoluta colloca Cadoneghe al quarto posto in provincia, dopo Padova, Selvazzano ed Albignasego, che hanno però un numero di abitanti superiore.
Domenica 16 ottobre, appena dopo l'apertura del seggio predisposto presso la Biblioteca comunale c'è stato un continuo afflusso di cittadini che in alcuni momenti della giornata hanno aspettato pazientemente e serenamente in coda anche 20 minuti, prima di esprimere il proprio voto.
I componenti del seggio sono stati messi a dura prova dalla mancanza di pause e dal pesante lavoro, ma con entusiasmo e pazienza hanno retto fino alla fine, permettendo che le operazioni di voto si siano svolte con la massima correttezza e serietà.
Lo scrutinio (seguito attentamente anche dai dirigenti locali dei partiti dell'Unione, da amministratori, da molti cittadini) ha avuto il seguente esito:
- PRODI 1164 voti pari al 83,32%
- BERTINOTTI 119 voti
- MASTELLA 5 voti
- DI PIETRO 64 voti
- PECORARO SCANIO 31 voti
- SCALFAROTTO 6 voti
- PANZINO 8 voti
L'intuizione di chi ha voluto le primarie ha vinto; sono state le prime a livello nazionale in un paese europeo ed il grande risultato di partecipazione ne hanno dimostrato la grande funzione di crescita di responsabilità e di democrazia.
Non si è trattato di un rito falsato dai partiti, che pure sono stati determinanti nell'organizzazione e nella mobilitazione popolare, non un fatto di propaganda o inutile come taluni paventavano, ma un grande segnale di vitalità democratica della società civile che ha conferito a Romano Prodi un riconoscimento ampio e definitivo della sua leadership del centrosinistra, come pure la autorevolezza e la autonomia di cui aveva bisogno, per fare sintesi delle diverse posizioni e per contemporaneamente rappresentare tutti.
Questo straordinario successo ottenuto, dimostra che i cittadini vogliono essere attori dei processi politici e contare; rifiutano le decisioni imposte dall'alto e chiedono che non si deleghino i partiti al loro posto, come è stabilito dalla nuova legge elettorale voluta da Berlusconi; nessuno è più disposto ad accettare candidati scelti nelle segreterie romane, né si possono cambiare le regole a 6 mesi dalle elezioni, per cercare di evitare una sconfitta annunciata, ma purtroppo il centro destra, che ha una grande maggioranza nel parlamento, riuscirà nel suo intento di farla passare.
In conclusione abbiamo anche sperimentato un nuovo modello di democrazia partecipativa, che ha spinto oltre 4 milioni di italiani a schierarsi apertamente con il risultato che abbiamo un centrosinistra non sbilanciato a sinistra, di grande equilibrio in cui vincono le posizioni de La Margherita; del riformismo moderato ed escono ridimensionate le posizioni radicali.
Passiamo ora alla stesura definitiva del programma del centrosinistra, un programma da costruire con i cittadini per dare una svolta al nostro paese, capace di rilanciarlo sul piano economico e sociale.
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