21 gennaio 2003

La soddisfazione delle loro esigenze è legata alla partecipazione
Indispensabile il contatto diretto con i cittadini
Anche l'azione degli amministratori comunali è avvantaggiata dalla verifica della pubblica opinione
di Maria Cocchiarella

Finalità primaria, che una Buona Amministrazione non deve mai perdere di vista, è la soddisfazione delle esigenze ed aspettative legittime dei propri cittadini. Dunque indispensabile è che i cittadini stessi si facciano sentire e cerchino di partecipare direttamente.
Al di là di quelle che possono essere le previsioni dello Statuto o dei regolamenti Comunali - che certo sono fondamentali per garantire il diritto a determinate forme di partecipazione, affinché nessuno possa arrogarsi la volontà di eliminare o affievolire indebitamente tale diritto - è necessario creare il contatto effettivo.
A Cadoneghe si sono formati più volte Comitati spontanei o gruppi di lavoro, con lo scopo dichiarato di rendersi portavoce di richieste e segnalazioni anche di singoli, ritenendo che con questo contributo l'Amministrazione riesca ad essere maggiormente informata anche di quelle piccole cose, che tanto interessano tutti noi come abitanti ed utenti del paese e dei suoi servizi. Spesso si sono avuti risultati, a volte buoni a volte meno, ma sempre si è cercato di offrire attenzione; ricordo a tale proposito che i consiglieri del gruppo de "Il Ponte - Intesa Civica per Cadoneghe", come anche di altri, si sono già rivolti anche in passato, per una molteplice varietà di quesiti, ai preposti ai servizi ed uffici sollecitando interventi e risposte.
E' indiscutibile che ogni domanda del cittadino meriti, oltre che attenzione, una risposta adeguata, soddisfacente, esauriente, non equivoca e responsabilmente chiara, anche se la certezza del risultato positivo non potrà sempre essere immediata e garantita, per i più disparati motivi pratici e di opportunità.
A proposito di interesse e partecipazione dei cittadini, voglio ringraziare tutti coloro che, quale che fosse la personale motivazione, hanno accolto l'invito del nostro gruppo a partecipare alle pubbliche riunioni sul progetto del "metrobus" e la possibilità, che vorremmo far diventare presto realtà, di ottenerne il prolungamento fino a Cadoneghe.
Al di là di singole faziose strumentalizzazioni, che lasciano il tempo che trovano per la loro inconsistente superficialità e banalità, penso che i cittadini abbiano compreso l'importanza della questione e, con osservazioni ed anche critiche costruttive, abbiano direttamente contribuito a delimitare un disegno di intervento su un'opera, che merita certamente la massima attenzione. Come altre volte mi è capitato di dire, sarà un buon impulso che le sedute consiliari, e ancor più assemblee e manifestazioni pubbliche, vedano una maggiore partecipazione, perché essendo esse lo specchio dell'Amministrazione e delle persone ad essa preposte, sarà certamente uno sprone in più sapere, e vedere, che c'è chi ascolta, assiste e verifica concretamente.
Approfitto dell'attenzione di chi legge queste note, per fare una considerazione sulla partecipazione in senso più ampio. Usciamo dal confine del nostro territorio e guardiamo cosa sta accadendo nel mondo: qualcuno ci sta imponendo il concetto che la guerra è l'inevitabile unico strumento per debellare i nemici, il terrorismo.
C'era un film di qualche anno fa in cui un computer concludeva una terribile battaglia simulata con un messaggio: " l'unico modo per vincere la guerra è non iniziarla". Ogni persona di minimo buon senso non può lasciarsi sfuggire una tale verità. Guardiamo al passato remoto e recente, e vediamo tristemente cosa hanno prodotto le guerre.
I movimenti pacifisti, organizzati o spontanei, ormai si moltiplicano, la maggioranza, fino ad ora silenziosa, ha deciso di farsi attivamente partecipe, e perfino gli statunitensi, descritti dai loro "capi" come favorevoli alla guerra, hanno fatto scaturire la verità vera, e cioè che ca. il 70% di loro non vogliono la guerra, neppure all'Iraq, un conflitto certo non a scopo umanitario, né a difesa dei popoli, bensì a tutela di forti interessi economici di chi è già in posizione dominante.
Ricominciamo dunque a considerarci importanti protagonisti dei nostri tempi, riconoscendoci diritti e prerogative di incidere sulle decisioni di chi pretende di comandare senza ostacoli, imponiamo costruttivamente le nostre idee, impariamo ad organizzarci anche al di fuori delle strutture già esistenti ma non più sufficienti e spesso non rappresentative.
Ritengo che noi cittadini, al di là di ogni appartenenza politica o sociale, possiamo e dobbiamo chiedere di contare e di essere consultati, non solo per il voto ma soprattutto perché su di noi ricadono le conseguenze degli atti dei pochi che decidono.

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