Dialogo / Da Colonia a Cadoneghe
   19 SETTEMBRE 2005
I cristiani non possono abdicare alla presenza sociale
La politica ha bisogno di giovani che si spendano nella comunità
"Devono diventare uomini della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia"
di Giovanni Bottecchia
I Re Magi] dal profondo del loro intimo erano alla ricerca del diritto, della giustizia che doveva venire da Dio, e volevano servire quel Re, prostrarsi ai suoi piedi e così servire essi stessi al rinnovamento del mondo. Appartenevano a quel genere di persone "che hanno fame e sete della giustizia".
Con queste parole, descrivendo le intime aspirazioni dei Re Magi, evidenziando la fame e la sete della giustizia che animano anche noi, Sua Santità Benedetto XVI ha iniziato il Suo discorso durante la veglia di preghiera del 20 agosto, in occasione della XX Giornata mondiale della gioventù. Pur non partecipando personalmente all'incontro di Colonia, ho accompagnato spiritualmente questo imponente pellegrinaggio e ho cercato di cogliervi nuovamente, tra le altre cose, anche la matrice da cui proviene l'impegno dei cattolici, e - in particolar modo - dei giovani cattolici, nella politica.
La matrice da cui proviene il nostro impegno nella politica è unica e non dev'essere intaccata dalla legittima pluralità delle opzioni temporali (cfr. Concilio Vaticano II, Cost. Past. Gaudium et spes). Con questo spirito di unità, pur di fronte alle differenze che mi distinguono dal gruppo politico che ha organizzato questa serata, ho ritenuto opportuno accettare l'invito del senatore Tino Bedin, che ringrazio, per sottolineare ancora una volta come "la pluralità di metodologie che rispecchiano sensibilità e culture differenti non possono prescindere dalla salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società"(cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale circa l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 2002).
In politica, noi cristiani siamo chiamati non a condizionare con prestazioni di carattere religioso la vita pubblica, quanto ad "animare cristianamente l'ordine temporale, rispettandone la natura e la legittima autonomia, e cooperando con gli altri cittadini secondo la specifica competenza" (cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale circa l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 2002). La politica, infatti, è "una maniera esigente di vivere l'impegno cristiano al servizio degli altri" (cfr. Paolo, Lett. Enc. Octogesima adveniens). Non possiamo abdicare alla partecipazione alla politica. Siamo chiamati, ognuno secondo i propri carismi e la propria vocazione, a partecipare alla vita di questo mondo, resistendo alla tentazione di rinviare il nostro essere cristiani all'aldilà.
E insieme, noi cattolici impegnati in politica, pur nella legittima diversità di schieramento, non possiamo non cogliere la profonda preoccupazione sull'anima spirituale della democrazia, in considerazione della deriva del relativismo etico, di matrice materialistica e agnostica, e dell'individualismo libertario, che ritiene il soggetto come fonte e norma di valori (cfr. Mons. Antonio Mattiazzo, arcivescovo di Padova, Discorso all'inaugurazione della Scuola di Formazione Socio-politica, 2004) e impegnarci e promuovere (anche istituzionalmente) il bene comune, nella molteplicità delle forme.
Dobbiamo avere il coraggio di coltivare uno stile ben preciso, quello del servizio, e un obbiettivo chiaro e unitario, pur nella diversità delle soluzioni specifiche: il bene comune.
Il Sommo Pontefice concludeva il pensiero con cui ho iniziato questo mio breve intervento, sottolineando come dall'incontro con il Cristo i Re Magi "imparano che devono donare se stessi. Devono diventare uomini della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia".
Questo è il mio augurio, nonché il mio invito, a quei giovani qui presenti che vorranno impegnarsi personalmente per il bene comune. La politica, a destra, al centro, a sinistra, ha bisogno di giovani che si spendano al servizio della comunità.
Giovanni Bottecchia è consigliere comunale di Cadoneghe
Intervento al Dialogo "Da Colonia a Cadoneghe", Sala Consiliare di Cadoneghe.
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