1 aprile 2003

Stefano
Un nuovo edificio scollegato dall'ambiente di Cadoneghe
Anche le cose nuove vanno misurate su quello che esiste

Sono Stefano di Castagnara, vi scrivo perché sovente mi capita di percorrere la strada che dall'Olof porta a Bragni in entrambi i sensi.
Mi sembra che il nuovo complesso che si sta ergendo dietro il supermercato Alì di Castagnara sia sproporzionato rispetto alle altre strutture lì vicino.
Forse avrà la stessa altezza dei palazzoni adiacenti ma questi non si presentano subito dopo il marciapiede. L'impressione è che questo complesso che si forma ad "U" sia quasi in strada, perché molto alto, molto imponente e "incastrato" fra strada e palazzi vicini. Mi sembra che sia stata fatta la stessa valutazione che è stata fatta per il grattacielo di Castagnara, ovvero inserire una grossa struttura scollegata dall'ambiente circostante dove si inserisce fatta di piccole e basse casette.
Cadoneghe è una delle più belle cittadine del Veneto e spero che lo resti a lungo; anche grazie a voi mi auguro che non ci siano altre nuove costruzioni così distanti dal contesto in cui si inseriscono.
Vuol essere uno spunto di riflessione, perché noi lo daremo per scontato, ma dietro il piacere di vedere una continuità di case e casette, sobria e armonica, c'è il forte impegno e il buon gusto delle amministrazioni precedenti, sia che il termine "precedente" si riferisca ad oggi o a domani.

Una comunità è fatta anche del proprio ambiente urbano, delle proprie case e delle dimensioni delle sue case. Una comunità può provare anche a lasciare dei "segni" degli anni in cui vive, magari diversi dall'ambiente in cui sono inseriti, quasi a numerare la propria storia. Le città si sono "sedimentate" così, mai uguali al giorno prima, ma capaci di mantenere l'armonia.
Grazie quindi, Stefano, per questi spunti di riflessione: bisogna infatti stare attenti alle innovazioni, misurarle su quello che c'è, in modo che non uccidano il volto della comunità.