Walter Giacon
Non sembra un restauro quello della passerella sul Brenta
Vanno pretesi risultati migliori
Una delle prime domeniche di gennaio con mio figlio ho fatto una passeggiata lungo l'argine sinistro del Brenta arrivando fino a Cadoneghe, dove costatavo che i lavori di restauro della passerella si erano conclusi.
Attraversando la passerella però non ho avuto l'impressione che un vero restauro fosse stato eseguito, ma più di una manutenzione straordinaria tanto per tirare avanti in attesa di tempi migliori. Questa sensazione mi veniva dal guardare la nuova verniciatura che sembrava più utile a ricoprire la ruggine presente che a salvaguardare la struttura in metallo, per non parlare del piano di calpestio con quella copertura di gomma tanto fragile quanto orrenda sia nella fattura quanto nel lavoro di posa in opera e per finire l'intera opera è stata deturpata esteticamente con le nuove strutture costruite ai due lati per l'ancoraggio dei nuovi tiranti per le corde di sostegno di tutto il manufatto.
Purtroppo la sensazione è diventata certezza quando a distanza di due mesi sono tornato a riattraversare la passerella e ho visto che la ruggine sta facendo di nuovo capolino in più parti della struttura e l'orrenda copertura del piano di calpestio si è già strappata in più punti.
A conclusione di questo breve racconto mi viene da fare questa breve considerazione. I soldi spesi per questo restauro (e non mi sembra siano stati pochi) sono soldi della comunità e quindi anche miei e mi permetto di aggiungere che sono stati spesi proprio male. Mi auguro che un contenzioso con l'azienda che ha eseguito i lavori sia stato aperto, perché se a distanza di tre-quattro mesi dalla fine degli stessi il manufatto si trova già in queste condizioni, figuriamoci tra cinque o dieci anni come sarà ridotta questa povera passerella. Un dubbio però mi viene anche sulla competenza di chi ha seguito i lavori in corso d'opera e l'accettazione finale, per conto del Comune.
|
|