26 novembre 2002

Mauro Burlinetto
Rotatoria della Castagnara:
è chiaro che ad una corsia non funziona

Solo un nuovo ponte costituirà la soluzione vera, come sostiene da sempre l'Intesa civica

È probabile che io sia l'ennesimo cittadino di Cadoneghe (precisamente del Quartiere Bragni) che vi tedi per il problema della Rotatoria della Castagnara e non sono neanche poi tanto sicuro che questa mia venga letta ma in ogni caso.
Voglio comunque esternare il mio sconforto nel vedere che questa rotatoria non può certamente essere considerata come un palliativo, perché questo vorrebbe dire che porta comunque a dei sensibili miglioramenti. Al contrario essa sarebbe soluzione se avesse spazio per contenere invece della misera monocorsia attuale le classiche tre, che un nodo del genere dovrebbe pretendere; probabilmente così il successo poteva essere maggiore e le critiche minori relativamente in quella zona, fermo restando che tutta la viabilità tra Cadoneghe e Pontevigodarzere andava riscritta, per non citare complessivamente tutta quella della provincia.
Per questo trovo assurdo che ci venissero fatte le scuse per i giorni in cui veniva insediata questa opera e non ci siano le scuse semmai per i danni sia da inquinamento da benzene che acustico, che questa ha provocato e sta provocando e speravo in questo senso di trovare degli echi critici espressi anche nel sito dal vostro comitato.
Per quel che mi riguarda, parlando di cose concrete e non filosofiche, prima dell'intervento i dati di passaggio in termini di tempo del nodo della Castagnara in direzione Padova andavano dai 15 ai 20 minuti sia nella strada del Santo che in quella di Reschigliano; adesso vanno dai 30 ai 40; da circa una settimana tento anche la via Bordin (dietro l'ex Breda) per risparmiare 5 minuti ma anche lì il flusso è variabile e sono convinto che questo circuito sia quello che apporta più danni alla già misera viabilità dell'imputata, perché queste macchine compresa la mia si immettono nella via del Santo vicino al ponte e quando arrivano alla rotatoria dovendo percorrerla a 360° per riprendere la direzione verso Padova non lasciano spazio né per il serpentone di Reschigliano né per quello di via Gramsci, che sono costretti ad affiancarsi impedendo anche la viabilità di quelli provenienti da Padova e diretti verso Camposampiero ed il riflesso di questo lo si vede nella colonna che si sta provocando lungo tutta la via Pontevigodarzere e fino alla rotatoria ex Saimp montando sia su via del Plebiscito, via Aspetti e sulla tangenziale verso corso Australia e Limena e quindi tutti questi rami vengono penalizzati oltre che dalla inefficienza intrinseca della rotatoria anche da questo effetto.
L'utilizzo della polizia municipale (generalmente due persone) impiegata nel dar precedenza agli autobus zona ponte che passano da via Bordin direttamente verso Padova, poteva essere impiegata come prima ma con maggior organicità e cioè una all'incrocio della Castagnara (e qui purtroppo, non c'era sempre) e l'altra al ponte, sicuramente con maggiore efficacia per tutti, anche per quelli che erano maggiormente penalizzati come quelli che penso fossero di via Gramsci, e se voi mi direte che proprio per aumentare la sicurezza di questi (perché dovevano tagliare la strada a quelli diretti verso Reschigliano per poter passare e quindi a rischio d'incidente) si è pensato alla rotatoria, vi rispondo che bastava mettere dei rallentatori immediatamente prima dell'incrocio.
Non voglio avere la presunzione di sostituirmi a chi è esperto di viabilità, ma sicuramente quando un progetto non funziona o non è sufficientemente funzionale (e questo è lampante che siamo alla prima che ho detto), va immediatamente cambiato o soppresso dal momento che se non si fa un ponte aggiuntivo sul Muson e sul Brenta, come si dice, tutte le soluzioni risulteranno fallimentari e mi ripeto come questa. Scusandomi per la forma del mio scritto e per l'essere sicuramente riuscito ad annoiarvi con argomentazioni ritrite, colgo l'occasione per salutarvi e sperare che come sono le vostre premesse continuiate a lavorare per migliorare la qualità della vita dei cittadini di Cadoneghe con priorità però alle cose più concrete e importanti.

P.S.: Mi sono rivolto a voi perché siete gli unici a Cadoneghe che non si fanno sentire solo in periodi di campagna elettorale ma sia con il sito che con la stampa cercate di rendere partecipi i cittadini ai problemi che poi li coinvolgono e magari li subiscono.

Come vede non solo la sua lettera è stata letta, ma la proponiamo all'attenzione dei cittadini di Cadoneghe dell'amministrazione comunale (sia politica che tecnica) per i suoi contenuti particolarmente incisivi sia sul piano politico che sul piano tecnico.
Su qualche ragione tecnica può trovare elemento di confronto nelle risposte ad altre lettere sullo stesso argomento.
Da parte mia non pretendo di dare risposte. Piuttosto faccio sottolineo due sue affermazioni che condivido.
La prima è la richiesta di… scuse. Io credo sia stato un bel gesto da parte degli amministratori preannunciare i disagi per lavori. Concordo con le lei che le scuse vanno chieste anche quando iniziative e tentativi producono più effetti collaterali che risultati. La seconda sottolineare è la conclusione a cui lei arriva: tutto sarà aleatorio alla Castagnara finché non si farà un altro ponte. E' la convinzione che lei può trovare nel progetto per Cadoneghe la nostra Intesa civica Il Ponte presentò nel 1995; da allora siamo riusciti a diffondere questa convinzione ma non a trovare il consenso necessario (non basta Cadoneghe) perché l'intervento divenisse una priorità e quindi una realtà. Ma continueremo a lavorare in questa direzione, con lo spirito che lei ci riconosce. E anche di questo la ringrazio.