Fabio Tonello
Superato il "collo di bottiglia" di Pontevigodarzere gli automobilisti si dimenticheranno del metrobus
Indispensabile una visione generale della mobilità a cavallo del Brenta
Il progetto del metrobus doveva considerare sin da subito Cadoneghe come destinazione naturale per risolvere il problema di viabilità di questa zona.
Interrompere il percorso del metrobus all'ingresso Sud di Pontevigodarzere significa non risolvere i problemi di traffico di questa area, che è attraversata da circa 42.000 autovetture al giorno, ma solo riproporlo in futuro. Riproporre in futuro, dei provvedimenti restrittivi sul traffico per superamenti delle sostanze inquinanti prodotte dalle auto.
Diversamente, un parcheggio scambiatore a Cadoneghe, dove l'automobilista possa trovare un mezzo di trasporto pubblico che soddisfi per tempi di percorrenza, velocità e economicità, oltre a soddisfare il bisogno primario di mobilità contribuirà a ridurre il traffico improprio e diminuire in modo sensibile i carichi inquinanti prodotti dalle auto.
Sarà necessario realizzare a Pontevigodarzere una corsia preferenziale a senso alternato, per assicurare velocità e tempi certi al metrobus ma che permetterà anche ai residenti di beneficiare di questo mezzo.
Il restringimento delle carreggiate comporterà una maggiore difficoltà al passaggio delle autovetture e alla loro sosta. Questo deve essere di incentivo allo studio di soluzioni che permettano la coesistenza del mezzo pubblico con il mezzo privato e alla costruzione di nuovi parcheggi e di nuovi spazi di aggregazione.
Quella parte di utenza che non troverà la destinazione del mezzo pubblico soddisfacente continuerà ad attraversare questa area (Vigodarzere, Cadoneghe e Pontevigodarzere).
Per risolvere definitivamente il problema del traffico improprio si rende indispensabile la costruzione di un nuovo ponte sul Brenta.
Dai giornali di questi giorni si apprende che le amministrazioni di Padova Vigodarzere e Cadoneghe hanno siglato con la provincia un accordo per ottimizzare il deflusso-afflusso Nord-Sud. L'asse di penetrazione si svilupperà dal tracciato della vecchia statale "Del Santo" in direzione sud attraverso un nuovo ponte sul Muson dei Sassi, il parcheggio scambiatore della stazione di Vigodarzere, il primo binario della ferrovia, il vecchio ponte ferrato sul Brenta, ancora la linea ferroviaria Padova - Camposampiero fino al sottopassaggio dell'autostrada e della tangenziale nord, prima dell'innesto sull'Arco di Giano.
Se la progettazione prevederà una sede protetta anche per il metrobus si sarà costruito un anello rendendo un servizio anche ai residenti di Vigodarzere e agli utenti della S.M.F.R.
Solo al compimento di queste opere le strade potranno tornare ad essere degli elementi vivibili dei quartieri, grazie anche alle rivalutazioni urbanistiche derivate dalla ristrutturazioni a tutto vantaggio dei residenti.
Ben vengano quindi, le corsie preferenziali, "i mezzi con le antenne" e la costruzione di Avenue o di Boulevard perché tutto questo porterà ad una riqualificazione ambientale e una qualità di vita migliore.
Se il Metrobus partirà da Pontevigodarzere, superato il "collo di bottiglia" gli automobilisti proseguiranno verso la loro direzione dimenticandosi del Metrobus e del parcheggio scambiatore rendendo inefficace il ruolo che questo mezzo deve avere. Potremo considerarci tutti perdenti perché avremo sprecato l'opportunità di risolvere un problema e sprecato i soldi delle nostre tasse.
L'incentivare e il favorire l'uso dei mezzi pubblici è un obbligo morale che tutte le amministrazioni interessate e tutti i rispettivi consiglieri comunali hanno nei confronti della salute dei cittadini. Ci si aspetta da tutti, la volontà politica di portare a termine questi progetti nell'interesse dell'intera collettività.
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