7 marzo 2000

Andrea Canteri
Le condizioni per valorizzare l'associazionismo sportivo
La questione della gestione degli impianti

Egregio Dr. Mirco Gastaldon,
mi chiamo Andrea Canteri e sono il presidente/insegnante dell'Associazione Sportiva "New Candar Center", opero a Cadoneghe dal 1993 prima nel patronato della chiesa di san Bonaventura e poi nelle palestre comunali.
Mi è capitata sotto mano una copia de "il Ponte" ed ho letto l'articolo che più mi importava, quello a pagina 5 intitolato "dare alle associazioni l'intera gestione degli impianti sportivi". Non so Lei che esperienza abbia con l'associazionismo e con i personaggi che vi sono all'interno, quello che vuole fare è un grandissimo errore mi spiego: Io ho un'esperienza in altri campi e da quello che ho sempre constatato la società che prendeva in mano la palestra, il campo o altro del genere, monopolizzava totalmente l'utilizzo della stessa.
Il settore sportivo a Cadoneghe potrebbe conoscere veramente nuovi orizzonti ma il giusto modo di lavorare non è il "privatizzare" ma il rendere operativo il settore sport creando cioè un team di persone realm ente valide che portino avanti idee, progetti, manutenzioni... e non solo.
Sotto la figura del ragazzo in bicicletta ho letto una cosa che mi ha fatto sorridere, Lei dice: "... provvederà a nuove realizzazioni di impianti di illuminazione... alleviare il carico di lavoro e le spese dello stadio comunale. Sempre... si provvederà alla realizzazione di un campo multifunzionale coperto...". Non so chi le ha dato queste idee ma già nel 1997 mi sono trovato a discutere con l'allora Assessore Costa e con il Dr. Bacca su questo tasto, in quanto il vero potenziale di Cadoneghe non viene assolutamente sfruttato a dovere e già a quel tempo gli avevo lanciato l'idea di campi multifunzionali con teloni ecc. la risposta datami è stato un sorriso e un arrivederci.

andrea.canteri@pd.infn.it

 
Spero che questa risposta sia quanto più precisa ed articolata possibile. Conto comunque sulla sua disponibilità per approfondire l'argomento, per reciproco arricchimento. La mia esperienza di associazionismo attivo, nel locale, senza peccare di presunzione, penso sia sufficiente per giustificare quanto riportato nel notiziario de "Il Ponte". Negli ultimi quindici anni ho potuto conoscere attivamente le realtà sportive, parrocchiali e di associazionismo (politico, sociale e di volontariato) del nostro territorio.
Concordo con Lei su come molte realtà asociative, soprattutto sportive, spesso tentino di occupare quanti più spazi possibile. Questo tralasciando l'eventuale interesse della collettività per stessi spazi, strutture e tempi.
Ma una volta conosciuta l'oggettiva difficoltà di una amministrazione comunale nella manu- tenzione ordinaria del patrimonio e della sua gestione spicciola, non si può convenire come sia, paradossalmente, quasi più facile costruire un nuovo impianto. Tutto ciò perchè non è più possibile, per questioni di efficienza e di bilancio, avere personale pubblico occupato stabilmente presso gli impianti con mansioni di custodia e gestione.
Altre realtà locali confermano questo, pur con le problematiche da Lei sottolineate che spetta all'amministrazione verificare e risolvere e, possibilmente, prevenire.
A Cadoneghe abbiamo solo cominciato e molto c'e' ancora da fare. I primi passi sono confortanti e stanno dando i loro risultati; contro gli abusi possibili l'amministrazione non può far altro che vigilare e, prima ancora, stipulare precise convenzioni che permettano alla collettività di non essere espropriati dal gestore di turno e, allo stesso tempo, garantire la pratica sportiva pena la rescissione della gestione stessa.
Porto alcuni esempi.
1- Il tennis: l'affidamento è avvenuto grazie ad una gara che richiedeva principalmente la custodia, la manutenzione ordinaria, la diffusione e pubblicizzazione (scuole) e il contenimento delle tariffe.
2- Il calcio: gli impianti Boldrin e Pertini sono oggi gestiti da due diverse società; la cura alla manutenzione è notevolmente aumentata grazie alla possibilità di individuare univocamente le possibi- li inadempienze.
Ora bisogna pensare alla palestra Olof Palme e allo stadio comunale M.L. King.
Due diverse realtà si stanno proponendo come interlocutori affidabili per possibili gestioni, facendo si che uno spazio che è ora utilizzato da tutti con le medesime responsabilità trovi un unico responsa- bile in caso di avvenuti problemi. Questo garantendo sempre l'utilizzo a tutti i richiedenti dello spazio nella misura possibile dalle risorse a disposizione.
In merito a nuove strutture l'amministrazione sta definendo in questi giorni la misura dell'intervento e le modalità (finanziamenti e progettazione) di quanto riportato nel notiziario de "Il Ponte"; tutto in modo molto concreto, consci della necessità di quanto riportato. Non mancherò di darLe ulteriori notizie nel caso in cui queste siano ancora di suo interesse.