Spero che questa risposta sia quanto più precisa ed articolata possibile. Conto comunque sulla sua disponibilità per approfondire l'argomento, per reciproco arricchimento.
La mia esperienza di associazionismo attivo, nel locale, senza peccare di presunzione, penso sia sufficiente per giustificare quanto riportato nel notiziario de "Il Ponte". Negli ultimi quindici anni ho potuto conoscere attivamente le realtà sportive, parrocchiali e di associazionismo (politico, sociale e di volontariato) del nostro territorio.
Concordo con Lei su come molte realtà asociative, soprattutto sportive, spesso tentino di occupare quanti più spazi possibile. Questo tralasciando l'eventuale interesse della collettività per stessi spazi, strutture e tempi.
Ma una volta conosciuta l'oggettiva difficoltà di una amministrazione comunale nella manu- tenzione ordinaria del patrimonio e della sua gestione spicciola, non si può convenire come sia, paradossalmente, quasi più facile costruire un nuovo impianto.
Tutto ciò perchè non è più possibile, per questioni di efficienza e di bilancio, avere personale pubblico occupato stabilmente presso gli impianti con mansioni di custodia e gestione.
Altre realtà locali confermano questo, pur con le problematiche da Lei sottolineate che spetta all'amministrazione verificare e risolvere e, possibilmente, prevenire.
A Cadoneghe abbiamo solo cominciato e molto c'e' ancora da fare. I primi passi sono confortanti e stanno dando i loro risultati; contro gli abusi possibili l'amministrazione non può far altro che vigilare e, prima ancora, stipulare precise convenzioni che permettano alla collettività di non essere espropriati dal gestore di turno e, allo stesso tempo, garantire la pratica sportiva pena la rescissione della gestione stessa.
Porto alcuni esempi.
1- Il tennis: l'affidamento è avvenuto grazie ad una gara che richiedeva principalmente la custodia, la manutenzione ordinaria, la diffusione e pubblicizzazione (scuole) e il contenimento delle tariffe.
2- Il calcio: gli impianti Boldrin e Pertini sono oggi gestiti da due diverse società; la cura alla manutenzione è notevolmente aumentata grazie alla possibilità di individuare univocamente le possibi- li inadempienze.
Ora bisogna pensare alla palestra Olof Palme e allo stadio comunale M.L. King.
Due diverse realtà si stanno proponendo come interlocutori affidabili per possibili gestioni, facendo si che uno spazio che è ora utilizzato da tutti con le medesime responsabilità trovi un unico responsa- bile in caso di avvenuti problemi. Questo garantendo sempre l'utilizzo a tutti i richiedenti dello spazio nella misura possibile dalle risorse a disposizione.
In merito a nuove strutture l'amministrazione sta definendo in questi giorni la misura dell'intervento e le modalità (finanziamenti e progettazione) di quanto riportato nel notiziario de "Il Ponte"; tutto in modo molto concreto, consci della necessità di quanto riportato. Non mancherò di darLe ulteriori notizie nel caso in cui queste siano ancora di suo interesse.
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